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Penso di non essere il solo che, allenandosi, in luoghi abbastanza frequentati, viene spesso interrotto nel suo esercizio da qualche passante incuriosito (per fortuna!).
Finora le domande più gettonate non sono state poi molto variegate, come dire: la gente che non conosce il mondo del boomerang non ha molta fantasia e ci rivolge domande, spesso retoriche.
Alzi la mano (o scagli il primo boomerang) chi non si è mai sentito rivolgere queste domande accuratamente selezionate:

-”Ma che cosa è...un frisbee!?”
Ora io, non è che ce l’ho con i frisbee e con chi li lancia. Rispetto moltissimo questa nobile arte e soprattutto Valentino e la sua AIF. Però, per dindirindina, scambiare un boomerang con un frisbee ce ne vuole eh!
A tal proposito ritengo il nostro attrezzo leggermente superiore al “disco volante” (non me ne vogliano Valentino e i suoi ragazzi). Quale attrezzo sulla terra infatti è in grado di farsi mezzo chilometro (circa 250 metri all’andata e altrettanti al ritorno) volando (se lo lancia Manu s’intende)? Quale attrezzo riesce a stare in aria per minuti e minuti senza consumare benzina, gas o qualsiasi altra forma di energia, se non quella muscolare? Quale attrezzo, da solo, visto che ritorna e non c’è bisogno di un compagno di gioco, è in grado di far divertire per una giornata intera un essere umano? Beh la risposta è semplice: il nostro, il BOOMERANG!. Quindi la risposta giusta da dare ai curiosi è: no, non è un frisbee, è un BOOMERANG!!!. E la accendiamo…

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-”Ma ritorna davvero?”
Il bello è che non chiedono perché ritorna (o almeno solo pochi lo fanno…), ma chiedono se ritorna. Certe volte mi verrebbe da dirgli,come facciamo noi Toscani: “ Mah ‘un no vedi eh ritorna, oh bischero!”.
Capisco che per un neofita sembri molto strano che un oggetto profilato e dalle forme più svariate possa descrivere una traiettoria sempre uguale (o quasi...a seconda della nostra bravura) e tornare nelle nostre mani...ma tant’è e noi, ormai, non ci facciamo più caso, ma anzi, pretendiamo che il nostro oggetto torni sempre da noi, come un fidato cagnolino. Quindi la risposta giusta da dare ai curiosi è: certo che ritorna, altrimenti che gusto ci sarebbe a lanciare qualcosa che cade ad una certa distanza da noi!? (quello si chiama killing stick...ma è un’altra storia, vaglielo a spiegare…!). Accendiamo anche questa, vah!

-”Dove l’hai comprato!?”
Il più delle volte mentre qualcuno ci chiede ciò, stiamo lanciando un boomerang da noi costruito. Quindi è buona norma assumere una certa aria di superiorità dicendo di averlo costruito da soli con i più svariati materiali. Se si cerca invece di coinvolgere il neofita bisogna rimarcare il fatto che il boomerang è un oggetto molto personale e come tale si deve adattare il più possibile a colui che lo lancerà. Quindi tutti hanno attrezzi personalizzati, ma questo non vuol dire che fare un boomerang sia per forza difficile: bastano pochi attrezzi e un po’ di tempo e il gioco è fatto. Con questa domanda si riconosce subito chi non diventerà mai un lanciatore. Se il vostro interlocutore infatti storge la bocca al solo pensiero di doversi impolverare le mani di segatura o di doversi spezzare o graffiare le unghie con la carta vetrata...beh..costui sicuramente non fa al caso nostro. Quindi la risposta giusta da dare ai curiosi è: I boomerang non si comprano [o almeno solo in pochi casi (certo che i Romblad fanno gola a tutti eh!)], ma si fanno…ed è una cosa difficilissima! (così capite subito se il vostro curioso è un lanciatore potenziale). Questa è la risposta e la accendiamo.
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-”Ma ci sono anche delle gare?”
Se vi sentite rivolgere questa domanda siete già fortunati! Colui con il quale state parlando dimostra di essere intelligente...considera il boomerang uno sport...EVVIVA!
A questo punto dovete parlare bene dei tornei, cercando di farli sembrare altamente competitivi (scherzi a parte certe volte è davvero così, per fortuna!) e cercando di elencare tutte le vostre vittorie di specialità (record di mangiata di banane, velocità nel divorare una mela della Val Vigezzo, ecc. ecc.). Mettere in risalto lo spirito di amicizia fra i partecipanti e tacere sui fogli dei punteggi di Giorgio scritti a mano mi sembra fondamentale! Quindi la risposta giusta da dare ai curiosi è : Sì, si organizzano tornei in tutto il mondo e si vincono degli attestati da favola!
Questa risposta non la accendiamo sennò gli attestati magari si bruciano!4

-”Ma vince chi fa il tiro più bello?”
Purtroppo, nonostante io detesti questa domanda ho dovuto inserirla. Anzi a dire il vero doveva essere la prima visto che salta sempre fuori (anche Davide Di Cecco mi ha confermato che in quel di Roma va per la maggiore). La speranza è che questa domanda non venga posta dal solito interlocutore di prima (quello delle gare…), altrimenti tutti i punti guadagnati in precedenza da costui vengono persi in un batter d’occhio con questa esternazione. Bisogna allora spiegare che i lanciatori non sono i ballerini di Maria De Filippi e nemmeno i nullatenenti del Grande Fratello, ma persone che hanno scelto uno sport in cui non c’è niente di soggettivo. Tutto è regolamentato in maniera precisa e se il boomerang lo lanci bene lui ritorna, senza tanti fronzoli! Quindi la risposta giusta da dare ai curiosi è: no ci sono sei discipline ecc ecc...tanto quello non vi starà seguendo più già da un pezzo. La accendiamo e questa, anziché la risposta, è la nostra domanda definitiva.
Per concludere, spero si sia capito il tono scherzoso e divertente di questo articolo che definirei semiserio. E’ nostro dovere, invece, cercare di fare appassionare il numero più alto possibile di persone a questo sport. Certo che quando ti interrompono mentre stai facendo una prova di Endurance e sei già al terzo minuto….arrrrggghhh!!!